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Foto da appostamento

" Se le vostre foto non sono abbastanza buone, non siete abbastanza vicino"  ....  Robert Capa


Sono sempre stato attratto dai rapaci e in particolare dagli avvoltoi, questi splendidi "veleggiatori", così vituperati per il loro aspetto, ma che hanno sempre avuto un posto di previlegio nei miei interessi.
Un paese che ha conservato un gran numero di rapaci è sicuramente la Spagna. Questo taccuino si riferisce all'ultima occasione in cui l'ho visitata (luglio 2010), quando la mia guida locale Jesus Porras mi ha portato anche a vedere due uccelli che non conoscevo bene: l'Otarda (Otis Tarda) e la Gallina Pratiaiola (Tetrax Tetrax), viste più volte nei campi di grano tagliato. Ho parlato di vedere e non di fotografare perché per me sono due aspetti molto diversi.
E per chiarire meglio racconto un fatto. Interessato, come tutti, a vedere il mitico Nibbio Bianco (Elanus caeruleus) usciamo al mattino molto presto per raggiungere una zona dove la presenza nidificante del piccolo rapace è certa (Madrigalejo).
Lo scopriamo su un albero a una distanza stimata in 500 metri, lo osservo bene con il cannocchiale, ma quando chiedo a Jesus di avvicinarci per poterlo fotografare, lui candidamente mi dice: "Non possiamo per due ragioni: se ci avviciniamo troppo si invola facendogli consumare energie che forse gli servono per procurare cibo alla prole; seconda: magari dall'altro lato della strada ci sono dei birders che stanno guardandolo anche loro e quindi disturberemmo la loro visione".
E quindi, guardando i lavori di altri fotografi e rammentando la citazione do Capa, concludo che l'unica forma per ottenere una foto di qualità sia quella della fotografia di appostamento da capanno (ma come mi disse un vecchio fotografo esperto, starai molto appostamento e farai poca fotografia).
La SEO, nella premessa di una piccola e interessante guida dedicata ai giovani iscritti, nella quale illustra le 111 specie comuni più facilmente riconoscibili sul territorio spagnolo, cita: "Gli uccelli sono tra i gruppi animali più vicini all'uomo e il loro futuro è strettamente legato alla specie umana. Conoscere e capire i loro problemi di sopravvivenza costituisce un importante contributo alla conservazione della natura".
Questa considerazione deve essere alla base di un corretto avvicinamento alla fotografia da appostamento, tenendo presente che questa modalità di fotografia è totalmente diversa da qualunque altra (vagante, ritratto, reportage, etc.) che viene realizzata in un ambiente selvaggio, dove gli animali vivono in piena libertà nel loro habitat - deve essere chiaro che siamo noi gli intrusi - per la quale è strettamente necessaria una conoscenza preventiva dell'ambiente e della specie con la quale vorremmo lavorare.
Con un'ultima ma essenziale considerazione, ossia tenendo sempre presente che per realizzare una foto non si giustifica giammai il molestare, o peggio danneggiare, un animale e il suo abitat.
Questa avvertenza è essenziale durante la stagione riproduttiva o in caso di specie minacciate, evitando, assolutamente, le foto al nido.

LOGISTICA:


Decido quindi di mettere in pratica i suggerimenti ricevuti a seguito degli insuccessi dei primi tentativi e di dedicarmi a questa attività in Estremadura e precisamente nelle steppe che dal Parco di Monfrague si estendono sino a La Serena (comprendenti quindi Santa Marta de Magasca, Belen, Zorita, ecc).
Le steppe cerealicole spagnole, che si estendono in questa zona, costituiscono un ecosistema che ospita una grande varietà di uccelli, un vero paradiso per i fotografi della natura e per il birdwatching, in quanto in questo regno di estese steppe sono gli uccelli i veri protagonisti.
La varietà e la quantità di uccelli presenti è incredibile; è possibile incontrare specie poco comuni come l'Otarda, la Gallina prataiola, oltre all'Aquila imperiale iberica (Aquila adalberti) e l'Avvoltoio monaco (Aegypius monachus).
Uno dei vantaggi che ha il fotografo è quello di poter controllare ampie aree a causa della piattezza marcata del terreno, ma è proprio questo tipo di rilievo e la mancanza di nascondigli naturali che costringono queste specie a essere timide e più discrete del solito.

Lo stesso problema si verifica per individuare, ad esempio, la Ganga (Ptefrocles orientalis) e l'Occhione (Burhinus oedicnemus), il cui carattere elusivo e cauto li rende difficili da scoprire.
Nella zona purtroppo, oramai da tempo, le immense fattorie presenti sono tutte recintate e di difficile accesso e quindi, risultando impossibile un appostamento autonomo decido di rivolgermi a una delle varie organizzazioni locali (AnserOnline, BirdExtremadura,ecc. oppure in Italia a Skua Nature) con l'obiettivo di fotografare tre delle diverse specie presenti:
l'Otarda (in spagnolo, Avutarda), la Gallina Prataiola (Sison) e l'Avvoltoio Monaco (Buitre Negro). Il periodo scelto è quello del mese di aprile per ovvi motivi: il gigantesco ed orgoglioso maschio dell'Otarda si incontra nel pieno del periodo della fregola, corteggiamento nuziale che non ha forse uguali. Il maschio gonfia la sua gola e le piume pettorali, mostra il sottocoda bianco e appare in lontananza come un enorme fiocco di neve. La sua parata è uno dei momenti più emozionanti e ricercati dai fotografi naturalisti.

ORGANIZZAZIONE

Siamo di solito abituati a vedere capanni fissi per la fotografia nel nostro Paese come delle "torri di osservazione" in quanto, anche se gli animali sono abituati a vederli, sono frequentati non solo dai fotografi, ma anche da bimbi vocianti in festa, da persone in gita con interessi diversi e dai birdwatchers. In Spagna è tutto diverso.

I capanni per l'Otarda sono permanenti e costruiti in muratura, sono posizionati nella zone di interesse entro fattorie non accessibili a tutti, quindi con un disturbo minimo. Nel caso della Gallina prataiola il capanno (in tela con sostegni in ferro) viene posizionato dopo aver individuato la zona dove "canta" e solo alcuni sono posizionati permanentemente, in siti storici.
In relazione alla specie ci sono differenti approcci:
Otarda: si entra nel capanno nel buio assoluto (< ore 6,00) e si esce al buio (21,30) e, anche se non si è visto un solo esemplare, è tassativamente vietato uscire durante il giorno (a tale scopo si deve firmare una apposita dichiarazione) e quindi ci si deve organizzare per il "vitto" e per il resto, per un totale di più di 15 ore!).
Gallina prataiola: si entra nel capanno nel buio assoluto (ore 6,00) e si esce verso le 13,00 (da quel momento sino a tardo pomeriggio il maschio si allontana dall'aerea di canto 6/7 ore).
Avvoltoio monaco: si entra nel capanno nel buio assoluto (ore 6,00) e si esce quando l'ultimo avvoltoio si è allontanato dalla zona e sugli alberi vicini (posatoi) non sia presente alcuno (questo vale per tutti gli avvoltoi e rapaci) e quindi ci si deve organizzare per il "vitto" e per il resto (8/10 ore). In questo caso gli avvoltoi vengono attirati con il posizionamento di carcasse.
(altre condizioni per Albanella-Nibbio bianco- Falco Grillaio - Ganga etc)

ATTREZZATURA:


L'ideale sarebbe uno zoom di altissima qualità da 20 a 800 mmm 2,8, dal peso di qualche etto, cosa che, sappiamo tutti, non esiste e mai esisterà.
Data la diversa mole degli uccelli in questione le ottiche variano; la mia esperienza mi ha portato ad usare due ottiche fisse lunghe (per la verità le uniche che ho): un 400 mm e un 500 mm, montati su corpi digitali Canon Full-Frame o APS -C (x 1,6) e da ultimo una 1 D (x 1,3) - nella borsa il classico 70-200. Utilissimi e utilizzati da altri fotografi presenti nella zona gli zoom 100/400 Canon, 80/400 Nikon e 150/500 Sigma su corpi APS-C.
Naturalmente tutto dipende dalla confidenza che gli uccelli ci daranno o come dicono in Spagna, dalla "suerte".
Se decidete di andare in estate, considerate che stare in capanno di tela da 1x1 metro nel mese di luglio/agosto equivale a fare una sauna continua, che la carcassa di pecora a secondo del vento ammorba l'aria e ci sono più mosche, ma a volte il mese di agosto per i rapaci, anche se non per altre specie, sembra essere il periodo migliore.

COME E' ANDATA


OTARDA - giorni complessivi dedicati 4
1° giorno: bene
2° giorno: pioggia, nessuna Otarda; Civetta (Athene noctua), Culbianco (Oenanthe oenanthe), Calandra (Melanocorypha calandra)
3° giorno: così così
4° giorno: gruppo di 15 otarde molto lontane

GALLINA PRATAIOLA - giorni complessivi 4
1° giorno: pioggia
2° giorno: controluce
3° giorno: bene (canto e salto)
4° giorno: nulla (vento)

AVVOLTOIO MONACO - giorni complessivi 7
1° giorno: bene, 2 avvoltoi monaci, Nibbio bruno (Milvus migrans) Capovaccaio (Neophron percnopterus), 20 grifoni (Gyps fulvus)
2°, 3°, e 4° giorno: nessun Avvoltoio monaco, Nibbio Bruno, Capovaccaio, 6 grifoni -  Pastore con pecore avvoltoi si involano
5° giorno: benissimo. 4 Avvoltoi monaci, Nibbio bruno, Corvo Imperiale (corvus corax), 30 grifoni
6° giorno: nessun Avvoltoio monaco, Passera lagia (petronia petronia), Averla capirossa (Lanius senator), Gazza aliazzurre iberica (Cyanopica cooki), Nibbio bruno
7° giorno: 2 Avvoltoi monaci, Gazza aliazzurre, Storno nero (Sturnus unicolor), Capovaccaio, Nibbio reale, 40 Grifoni


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