oggi 09 Sep 2010   

Articoli >> Val Varaita: una natura tutta da scoprire


© Anna Flagiello & Renato Fano
 

La Val Varaita è una delle meno conosciute valli del Cuneese tra il confine francese la pianura di Saluzzo.
E’ fiancheggiata a sud dalla Val Mala ed a nord dalla nota valle Po e solcata dall’omonimo torrente che nella parte superiore, all’altezza dell’abitato di Casteldelfino si biforca in due pittoreschi valloni: quello di Chianale e quello di Bellino.
I tre citati comuni formavano nell’antichità la “Castellata” territorio delfinare del regno di Francia. Molte sono infatti le testimonianze che rimangono ancora oggi di questo passato.
Seguendo il primo dei due valloni e costeggiando il fiume Varaita, che scorre alla nostra sinistra, saliamo tra i boschi fitti dell’Alevè verso le pendici del Monviso. La Alevè è la più ampia e rara foresta italiana di pino cembro, la più pregiata e resistente delle conifere, e pertanto sottoposta a stretta tutela ambientale.


Dalla località di Castello, lungo il rio Vallanta si inerpica un panoramico sentiero che porta fino ai piedi del Visolotto, al rifugio Gagliardone, ambita meta escursionisti estivi ed alpinisti che potranno da qui godere di un impareggiabile spettacolo sul Monviso (mt. 3841) che domina con la sua mole tutto il settore fino alla valle dove nasce il fiume Po’.
Prima di arrivare all’ultimo centro abitato di questo ramo della Valvaraita, a soli pochi chilometri
dal parco francese del Queyras, troviamo l’azzurro lago artificiale di Pontechianale e poi poco più su l’incantevole borgo di Chianale. Qui sembra regnare su tutto l’aria fresca di alta quota (ci troviamo infatti  a 1800 mt d’altezza), la limpida acqua del torrente e la tanto desiderata quiete.


     

© Anna Flagiello & Renato Fano
 
© Anna Flagiello & Renato Fano
 

La strada prosegue poi con ripidi tornanti verso il territorio francese e verso il Colle dell’Agnello (mt. 2748)  ed il paesaggio si fa decisamente aspro ed alpino ed in varie direzioni si diparte, un ricco tracciato di sentieri che danno l’opportunità di vivere a contatto con la natura qui ancora rigogliosa e selvatica.
Avremo modo di osservare in completa tranquillità le marmotte che spuntano dal letargo ai primi tepori primaverili o che giocano placide coi loro piccoli in estate, e sulle praterie alpine, spioncelli e culbianchi alla frenetica ricerca di cibo, camosci sui crinali dei monti e con un po’di fortuna si puo’ avvistare qualche raro esemplare di aquila reale.
     

© Anna Flagiello & Renato Fano
  L’inizio dell’estate è un tripudio di colori e spettacolari fioriture alpine nel pieno del loro splendore.

Troviamo tantissime varietà protette tra cui: genziana bianca, genziana, genzianella, stella alpina, nigritella, sassifraga, anemone, botton d’oro, ranuncolo di roccia, giglio bianco, astro alpino e tanti altri che rappresentano dal vivo i sette colori dell’iride.


Percorrendo invece il secondo vallone, quello di Bellino, si superano graziose borgate che svelano tutto il loro passato, intervallate da prati erbosi e soleggiati che sono il luogo ideale per le copiose fioriture di diverse specie di orchidee, arnica, tulipani selvatici, gigli martagone e gigli di San Giovanni ed in primavera si ricoprono di candidi narcisi.

Proseguendo sempre lungo la sponda sinistra del torrente Varaita la strada ci conduce al fondo della valle in località S. Anna, piccola frazione incorniciata dagli alti monti Pelvo d’Elba, Col dell’Autaret, Marchisa. Da qui con un facile sentiero possiamo raggiungere il Pian Ceiol pittoresca conca glaciale impaludata sul fondo e ricchissima di lussureggiante flora montana, al di là dei monti antistanti la Francia.



 

© Anna Flagiello & Renato Fano
 

Sarà forse perché frequentiamo questa zona da tanto tempo e ne conosciamo gli angoli più nascosti, ma riscontriamo ancora oggi, a distanza di anni, che il fascino che essa esercita sui visitatori è straordinario.

La natura è rimasta fortunatamente pressoché intatta nel tempo ed è stata risparmiata dal devastante turismo di massa. Questo soprattutto grazie alla sapienza e testardaggine dei valligiani che hanno salvaguardato le caratteristiche ecologiche della zona, l’edilizia tradizionale, attentamente curata, fatta di case in pietra e legno dai tipici tetti in ardesia che caratterizza tutta l’alta valle.

Oggi la Val Varaita è nota come la regione che ha forse meglio di altre custodito le tradizioni Occitane nel costume, nella musica e nelle feste popolari e mantenuto le tracce di una profonda e speriamo duratura autonomia culturale.

 

 

© Anna Flagiello & Renato Fano

NOTIZIE UTILI

Attrezzatura fotografica consigliata: ob. grandangolare, ob. macro, ob. 300 mm., cavalletto

 


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Anna Flagiello & Renato Fano
 
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