oggi 09 Sep 2010   

Articoli >> La mangiatoia  
   

 

           

   

 

 

D'estate, normalmente, gli uccelli non incontrano difficoltà ad alimentarsi, mentre d'inverno, a causa del clima più rigido e del loro metabolismo, che si fa considerevolmente più rapido, recuperare il cibo può risultare particolarmente difficoltoso.
Molte specie per far fronte a tali necessità alimentari, già a fine estate od in autunno migrano verso territori con climi più miti, dove troveranno cibo in abbondanza.
Le specie stanziali o quelle che compiono migrazioni parziali, invece, possono tranquillamente svernare nei nostri giardini, nei parchi o nelle campagne, a condizione che sia disponibile almeno una certa quantità frutti e insetti, oppure che la penuria di cibo sia parzialmente compensata da quanto noi stessi metteremo a loro disposizione su apposite mangiatoie da noi costruite o acquistate.

 

   

Pur considerando i validi pareri contrastanti circa l'utilizzo di questi mezzi artificiali, va riconosciuto che questi si dimostrano spesso insostituibili per garantire la sopravvivenza ad alcune specie già minacciate ed ulteriormente in balia dei rigori invernali, tenuto conto anche del progressivo depauperamento dell'ambiente naturale.
Siamo quindi decisamente favorevoli alla sistematica alimentazione artificiale invernale tramite l'uso di mangiatoie, per motivi essenzialmente etici, cui si aggiunge l'interesse scientifico per l'osservazione e studio delle specie che affluiscono.
Riteniamo comunque interessante evidenziare i "pro" ed i "contro" che questa pratica comporta.

 

"Contro"

  • Dell'offerta di cibo approfittano con regolarità un limitato numero di specie rispetto alle decine presenti sul territorio; specie che, inoltre, sono già perfettamente in grado di far fronte ai rigori invernali e spesso non sono quelle minacciate.
  • Per i motivi esposti sopra, il foraggiamento rischia di avvantaggiare eccessivamente le specie stanziali già numerose, a danno delle specie migratrici che sopraggiungono in primavera e che potrebbero di conseguenza trovarsi costrette a trasferirsi altrove per trovare un luogo adatto al sostentamento e alla nidificazione.
  • La presenza di cibo abbondante e concentrato in un luogo facilmente accessibile può favorire raggruppamenti di Passeri, Merli, Cinciallegre,…… a danno di altri uccelli più schivi o meno aggressivi.
  • In natura vige il principio della selezione naturale: i più forti sopravvivono e si riproducono, trasmettendo i loro caratteri alla prole a tutto vantaggio della specie, mentre gli individui deboli soccombono. L'offerta di cibo alle mangiatoie permetterebbe invece anche agli individui più deboli di sopravvivere e di riprodursi.
  • Il raggruppamento alle mangiatoie, alle quali affluiscono anche individui ammalati, favorisce il contagio (che avviene principalmente attraverso le feci) di infezioni e patologie varie.
  • A molte specie minacciate d'estinzione, più che il cibo fa difetto l'habitat. Per questa ragione sarebbe preferibile salvaguardare l'integrità dei biotopi, creare zone da proteggere integralmente, e ricostituire ove possibile siepi e cespugli con essenze vegetali adatte a fornire alimentazione e protezione.

"Pro"

  • Oggi pretendiamo di mettere ordine dappertutto: eliminiamo i rami o i tronchi marcescenti, le foglie cadute sul terreno, i cespugli, le erbacce e non vogliamo vedere insetti, rettili, rospi perché questi generano fastidio, ribrezzo e paura; così facendo però eliminiamo la possibilità per i selvatici di reperire cibo, riparo e luoghi per la nidificazione.
  • In inverni particolarmente rigidi è possibile contenere le perdite di alcune specie, che utilizzano normalmente le mangiatoie (Cince, Rampichini, Rapaci, Acquatici,…..)
  • Alle mangiatoie possiamo osservare più agevolmente e tranquillamente gli uccelli, che diventano più confidenti e tollerano la nostra presenza a distanze più ravvicinate di quanto avverrebbe di norma.
  • Le mangiatoie possono rappresentare un legame tra uomo e animale selvatico.
  • Il foraggiamento invernale è uno dei pochi atti volti alla protezione naturale che produce successi pressoché sicuri a fronte di un esiguo impiego di mezzi.
     

 

Quando foraggiare (e quando non farlo)

Un'indicazione preliminare quasi tassativa: nel corso della stagione riproduttiva, che va dalla primavera a tutta l'estate compresa, non dobbiamo per nessun motivo fornire cibo agli uccelli, salvo naturalmente i casi eccezionali di specie fortemente minacciate.
Quando le temperature si fanno rigide o in presenza di nevicate abbondanti, invece, si può foraggiare tranquillamente; s'inizia in genere non prima del mese di novembre, per terminare entro il mese di febbraio.
E' bene che la sospensione del foraggiamento avvenga gradatamente, riducendo di giorno in giorno il cibo fornito mano a mano che la neve si scioglie e la temperatura si fa più mite.
Dobbiamo infine ricordare che il foraggiamento, una volta intrapreso, rappresenta un preciso impegno e va svolto regolarmente per tutto il periodo; d'altronde rifornire le mangiatoie o i cestini ogni 2-3 giorni, non rappresenta certo un'incombenza gravosa.

Quali alimenti fornire

In genere arachidi, nocciole, noci (sgusciate e tritate), semi di girasole, pinoli e fichi secchi vanno bene per tutti i passeriformi; aggiungeremo mele, pere e cachi per gli uccelli frugivori, mentre agli insettivori offriremo anche grasso di manzo e burro in appositi cestini o nutritori.
Per finire, ricordiamoci sempre di sistemare la mangiatoia al sicuro da eventuali attacchi improvvisi da parte di predatori (gatti, sparvieri, ecc.): è consigliabile posizionarla non troppo distante da cespugli e rami che possano offrire rifugio in tali evenienze, e preferibilmente ad un'altezza da terra compresa tra mt. 1,50 e 1,80.

 

 

 
    Francesco Velletta


   
     
Home
Untitled Document

HOME      ASSOCIAZIONE      ARTICOLI       GALLERIE      PUBBLICAZIONI      MERCATINO      MAPPA DEL SITO      LINKS

 
Tutti i diritti riservati. Copyright © 2001- 2006 Società Italiana di Caccia Fotografica