oggi 05 Feb 2012   

Articoli >> Una giornata particolare
   
giglio di S. Giovanni  

 

Sta arrivando un temporale, dissi ad Angelo, è meglio smontare l'attrezzatura fotografica dall'albero.
Caricata l'attrezzatura sull'auto ci avviammo verso casa attraverso una strada sterrata nel "Parco Piemontese della Valle del Ticino".

Si stava chiacchierando della giornata molto proficua e della confidenza del picchio verde, quando dopo una curva, l'attenzione si spostò al margine della sterrata su un bocciolo di fiore alquanto vistoso e mai osservato.
Scendemmo dall'auto e grande fu la nostra meraviglia; che fiore sarà mai? Non si era mai notato!
Il tempo ci fu nemico ed una grandinata ci fece rapidamente risalire in auto proseguendo verso casa.

 

La mattina seguente mi colse e mi avvolse nel fascino particolare delle giornate di metà primavera con il suo dolce tepore, il profumo inebriante delle infiorescenze delle robinie e l'aria tersa.
In tutta fretta caricai l'attrezzatura fotografica sull'auto con una meta ben precisa: quel misterioso e strano bocciolo di fiore.

Arrivato sul posto lo spettacolo che mi si presentò fu grandioso. In un piccolissimo fazzoletto di terreno, tantissimi punti di color rosso acceso, risaltavano sullo sfondo verde della tenera erba; erano gigli di San Giovanni (Lilium bulbiferum).

 

     
orchis morio   gladiolo piemontese

 

Le sorprese non finirono, l'incolto, scampato miracolosamente all'agricoltura intensiva, nascondeva piccoli gioielli: gladiolo piemontese (Gladiolus imbricatus), due specie di orchidee, Platanthera bifolia e Orchis mascula, nell'aria volavano multicolori farfalle, nel vicino bosco echeggiavano i dolci e caratteristici canti degli uccelli per delimitare il proprio territorio o per attirare la femmina per la nidificazione.

Dietro una siepe una macchia color fucsia evidenziava le piante dell'epilobio (Epilobium angustifolium) e per finire la meravigliosa Digitalis grandiflora.
Ma, come tutte le cose belle finiscono presto.
L'anno successivo quel fantastico fazzoletto di terreno fu arato per coltivarci del banalissimo mais; Peccato!

 

     
 
platantera
 
digitale
 
Marco Frigerio
Dati tecnici:
Olympus OM 4 Ti - Ob. Kiron 105/2,8 macro
pellicola Velvia - scatto flessibile - treppiedi.
       
 
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