oggi 30 Jul 2010   

Articoli >> Laguna di Gallocanta

© Celestino Marelli


© Celestino Marelli
 

A metà strada tra Barcellona e Madrid, la Riserva naturale della Laguna di Gallocanta si trova in Aragona là dove si toccano le tre provincie di Zaragoza, Teruel e Guadalajara.
L’accesso più semplice per chi proviene dall’Italia con un mezzo proprio è quello di Zaragoza attraverso la N330 che porta a Darioca in 100 km (attualmente è in costruzione una tratta autostradale); da qui si segue la C211 per altri 19 km in direzione di Molina de Aragon, quindi a sinistra per un paio di km ed eccoci al villaggio di Gallocanta.
La Laguna di Gallocanta occupa in parte il fondo di un’ampia valle di origine tettonica; con 536 kmq di superficie, la valle si sviluppa in direzione NW-SE ad un’altezza media di 100 metri; data la sua posizione geografica, ha un clima decisamente continentale con inverni molto freddi ed estati torride.
L’estensione massima della laguna è di circa 1400 ha negli anni di massima piovosità con una profondità di oltre 2 metri; essa è considerata come il più grande bacino naturale della Spagna; al contrario negli anni di siccità, la laguna scompare completamente per evaporazione; in condizioni normali si può parlare di un complesso lagunare formato da tre differenti unità: la Laguna di Gallocanta di fronte al villaggio omonimo, la Laguna Grande al centro della valle e nell’estremo SE i Lagunazos formati da un insieme di piccoli specchi d’acqua, giuncheti e prati salini.
Nelle vicinanze si trovano anche altri bacini minori: la laguna della Zaida coltivata o allagata ad anni alterni e la laguna di Guialguerrero; sono bacini di acqua dolce sovente asciutti.
L’intorno della Laguna è occupato da steppe e coltivazioni cerealicole; la valle poi è delimitata da Sierras coperte di boschi e costituite da rocce cristalline e carbonatiche paleozoiche cenozoiche, che raggiungono l’altezza massima di 1433 metri sul Monte Berrocal nella Sierra de Santa Cruz.


La Riserva Naturale di Gallocanta
Fino agli anni ’70 in laguna era permessa la caccia; nel 1985 venne creata una Riserva Nazionale di Caccia con divieto di attività venatoria agli uccelli acquatici mentre due anni dopo l’area venne dichiarata ZEPA (Zona de Especial Proteccion para las Aves) cioè zona di protezione speciale per gli uccelli che fu ampliata nel 2001 a comprendere a nord gli altri ambienti lagunari di Zaida e Guialguerrero.
Nel 1994 Gallocanta venne inserita nella lista delle zone umide di importanza internazionale di Ramsar mentre nel 2005 venne definitivamente istituita dal Governo dell’Aragona la Riserva Naturale di Gallocanta con una zona periferica di rispetto per un totale di 6720 ha.
Sei piccoli villaggi circondano la laguna: Gallocanta, Berrueco,ornos, Bello, Las Cuerlas e Sated si dividono territorialmente la Riserva Naturale.
La Laguna di Gallocanta rappresenta un ambiente umido unico nella Penisola Iberica per la sua ricchezza biologica e per la capacità di ospitare una grande quantità di anatidi e folaghe che usano l’area sia per nidificare che come sosta durante la migrazione oppure per svernare; ma la maggior attrattiva che offre Gallocanta e la presenza della Gru europea, rappresentando un punto strategico per la concentrazione di questi uccelli durante la migrazione dai quartieri di nidificazione nel NE europeo, alle aree di svernamento in Estremadura e Nord Africa e viceversa.
La Laguna a causa della forte evaporazione estiva, ha acque salate con concentrazioni medie molto elevate, 105 g/litro, il che impedisce la presenza di pesci.

     

© Celestino Marelli

 

© Celestino Marelli
Flora
La vegetazione del bacino di Gallocanta è in funzione della distanza dalla laguna salata.
Mentre sulle sierras circostanti boschi di querce base e altre essenze arbustive ricoprono il suolo spesso roccioso e morfologicamente aspro, i fianchi delle colline e i piani che portano alla laguna sono occupati perlopiù da coltivazioni cerealicole e da alcuni campi di zafferano.
Lungo i margini della laguna, l’apporto di acque dolci provenienti da rii piccoli e temporanei, permette la formazione di praterie umide e giuncheti.
Con l’aumento della salinità nel terreno, più ci avviciniamo alla laguna, troviamo prati salini a Puccinellia pungens una pinta endemica della zona con le sue spettacolari fioriture purpuree nel mese di luglio. I bordi del bacino salato permettono solo la sopravvivenza delle piante alofite, adattate alla forte salinità del terreno: Frankenia reuterii, Salsola kali e Salicornia ramosissima; la Thypha sp. e il Phragmytes australis si incontrano nelle zone dove è maggiore l’apporto di acque dolci come la parte Sud della Riserva con i Lagunazos.
Nelle acque della laguna prosperano le alghe verdi, le cianoficee e lo zooplancton mentre il fondo è ricoperto da dense praterie di fanerogame filamentose come il Lamprothamnium e la Chara che servono da alimento ai numerosi gruppi di anatidi che periodicamente popolano la laguna.
 
     

© Celestino Marelli
 

Fauna
Sebbene il nome di Gallocanta si leghi immediatamente alla grande varietà di uccelli che popolano l’area nelle varie stagioni (oltre 200 specie), non si possono dimenticare i rettili e gli anfibi che qui vivono: la natrice viperina e la lucertola ocellata, alcuni rospi e la raganella.
Oltre alla gru, molte specie di uccelli popolano la Riserva Naturale: le aree a steppa o coltivate a cereali sono gli ambienti preferiti da allodola, calandra e strillozzo; la pavoncella e il chiurlo prediligono i prati umidi e i giuncheti mentre cannaiola e cannareccione condividono l’habitat con specie di maggiori dimensioni come il falco di palude e la folaga nelle aree a Thypha e Phragmites.
nelle acque lagunari si radunano invece molte specie di anatidi in funzione delle loro esigenze alimentari; nelle isole che emergono dalla laguna troviamo le anatre granivore come il germano reale e l’alzavola, le acque basse sono scelte dalle anatre erbivore come canapiglia e mestolone, mentre le acque profonde, con la loro abbondante vegetazione, offrono nutrimento al moriglione, al fistione turco e alle anatre tuffatrici.

 


© Celestino Marelli

 


© Celestino Marelli


La Gru a Gallocanta
Il fotografo naturalista come il birdwatcher che viene a Gallocanta, lo fa soprattutto per la presenza della gru; migliaia di individui adottano la laguna come area di svernamento o di sosta durante la migrazione.
Questi uccelli cominciarono a frequentare in gran numero la Laguna di Gallocanta a prtire dagli anni ’80 probabilmente in seguito alla proibizione della caccia e alla scomparsa di altre lagune in Spagna per lavori di bonifica e toccarono il massimo di presenze negli anni ’96-’97 con più di 60.000 individui di passo.
Il numero di gru svernanti invece, mediamente intorno agli 8.000 capi, ha avuto un notevole incremento nel 2004-2005 con più di 20.000 esemplari.
I mesi migliori per l’osservazione delle gru sono novembre e febbraio, periodi di massima concentrazione durante la migrazione;anche in dicembre e gennaio è però possibile godere della vista di migliaia di individui che qui svernano, trovando cibo in abbondanza nei campi e un sicuro dormitorio nella laguna.
I posti migliori per osservare e fotografare le gru sono i lato NO e SE della laguna; il primo è+ indicato soprattutto nel periodo della migrazione autunnale, con l’osservatorio situato presso l’Ermita del Buen Acuerdo di fronte a Gallocanta, il secondo è indicato invece durante tutto il resto dell’inverno fino a metà febbraio; in questo caso la strada che unisce i villaggi di Tornos e Bello è un incredibile loggione per uno spettacolo che lascia senza parole: decine di stormi per migliaia di individui, partono all’alba per i campi di alimentazione nella valle di Jiloca e ritornano al tramonto nei dormitori della laguna, stagliandosi come lunghi nastri vocianti contro un cielo che assume colori che vanno dal rosa all’arancio, dal violetto al malva, albe e tramonti che raramente si possono osservare con così grande varietà di colori; non per niente il nome Gallocanta deriverebbe da una antica parola araba “allucant” che significa “il posto delle luci”.
C’è inoltre un momento speciale nel comportamento delle gru che merita di essere visto; è il momento della migrazione verso Nord quando le gru provenienti dall’Estremadura si uniscono a quelle svernanti a Gallocanta e decidono di partire; questo succede normalmente a metà mattina di un giorno soleggiato e tranquillo: i grandi stormi intercettano le correnti termiche, cominciano ad alzarsi e volteggiando prendono quota per poi creare le classiche formazioni a V e dirigersi a Nord.
Potremo osservare questo incredibile spettacolo nelle zone elevate del lato Nord della Laguna come il castello di Berrueco e di Santed.


© Celestino Marelli


© Celestino Marelli


© Celestino Marelli

xx xx
© Celestino Marelli
 

Consigli per il fotonaturalista
La Riserva Naturale di Gallocanta non è interamente percorribile; l’area costituita dalla laguna vera e propria e le sue immediate vicinanze è a protezione integrale con divieto di accesso alle persone e ai mezzi (eccetto agricoltori e mezzi agricoli).
Esiste però una strada bianca dove è permesso transitare sia a piedi che con una vettura e che permette di fare un anello attorno alla laguna e di accedere alle torrette e ai capanni di osservazione (sei in totale); attenzione ai periodi di pioggia perchè è possibile rimanere impantanati.
Lungo questa strada, dalla quale è vietato uscire, è facile osservare, ma non altrettanto fotografare, molte specie di uccelli in funzione della stagione di visita.
In genere qui gli uccelli non sono molto confidenti ma usando l’auto come un capanno mobile, è possibile eseguire buoni scatti; in particolare si segnala un’area a steppa tra la laguna e il villaggio di Bello, dove si può, con una certa fortuna, incontrare specie tipiche di questo ambiente: grandule e ganga, cappellaccia di Tekla, calandrina e la rarissima allodola del Dupont; qui è anche possibile avvistare l’otarda, residente e nidificante ma rarissima.
Molto facile è l’osservazione di rapaci tipici di ambiente palustre o di steppa come il falco di palude e l’albanella reale; più rara invece la presenza dell’aquila del Bonelli, comunissimi il nibbio reale e il gheppio.
le gru, simbolo di Gallocanta, si possono invece incontrare non solo in laguna ma durante il giorno anche e soprattutto nei campi di cereali che costituiscono la principale coltura della zona; basta percorrere in auto le varie strade secondarie della regione per poter incontrare storni di centinaia di individui posati nei campi; naturalmente non sono molto confidenti e ottenere buoni scatti non è sempre facile.



© Celestino Marelli

© Celestino Marelli

A questo proposito, in aiuto al fotografo naturalista, l’Ente di gestione della Riserva Naturale ha predisposto due piccoli capanni (max. 2 persone) in legno nell’area dei Lagunazos dai quali è possibile ottenere ottime immagini delle gru e non solo (munirsi di leggere reti mimetiche di un metro per due, per oscurare le aperture); sono posti presso alcune pozze di acqua dolce usate dalle gru per bere e fare il bagno dopo le pasture nei campi.
L’uso dei capanni non è libero ma va fatta una prenotazione con 48 ore di anticipo presso l’ufficio della Riserva a Bello e dietro versamento alla locale banca di 12 euro (nel 2007) al giorno; nei periodi di maggior presenza delle gru, è utile prenotare con notevole anticipo anche dall’Italia; inoltre è possibile, la sera precedente e con la presenza dei guardaparco, spargere dei cereali attorno ai capanni per attirare le gru, cereali acquistabili dai contadini di Bello per pochi euro (chiedere all’ufficio della Riserva).
In questi capanni è obbligatorio entrare un’ora prima dell’alba e uscire un’ora dopo il tramonto ed è tassativamente proibito uscire durante il giorno pena una multa; purtroppo nei periodi di maggior affluenza turistica e nei fine settimana, molti spagnoli non osservano i divieti di accesso ed entrano nell’area dei capanni per osservare da vicino le gru, facendole naturalmente fuggire; per questo fatevi dare dai guardaparco i numeri di cellulare e fateli intervenire.
da segnalare per l’interesse naturalistico ma anche fotografico una zona a circa 20 km da Gallocanta chiamata Hoces del Rio Nigra; si raggiunge da Torralba de los Fraies seguendo una strada bianca (seguire le indicazioni all’entrata del villaggio).
Si tratta di un canyon scavato da un corso d’acqua presente solo in caso di forti piogge, con pareti calcaree che raggiungono anche i 200 metri di altezza; ospita una ricca fauna ornitica tipica di questo ambiente.
Una folta colonia di grifoni nidifica sulle pareti ed è abbastanza confidente permettendo di ottenere buone immagin; raro ma ugualmente nidificante il capovaccaio; si può avvistare l’aquila reale e svolazzante lungo le pareti calcaree si può osservare il picchio muraiolo, una rarità da queste parti; l’accesso all’area non ha restrizioni.
Una seconda zona interessante e non soggetta a divieti, è quella situata a SO della Laguna di Gallocanta tra i villaggi di Blancas, Villalba de los Morales e Torralba de los Sisones (letteralmente “Torralba delle galline prataiole”); è una steppa con rari coltivi, con vegetazione spontanea a Genista pupila e Thymus e votata all’allevamento ovino; presenti l’otarda, la gallina prataiola, l’occhione, la ganga e specialmente la sempre più rara allodola del Dupont...ma non pensate che vi svolazzino a frotte davanti alla fotocamera.

 

© Celestino Marelli

Consigli per la visita

Un punto di partenza per la visita della Riserva di Gallocanta è il Centro Visite con esposizioni, audiovisivi e visite guidate, aperto tutti i giorni a febbraio e novembre, nei fine settimana e festivi in tutto il resto dell’anno; purtroppo non sempre queste disposizioni sono rispettate e sovente il Centro è chiuso; si trova sulla strada tra Tornos e Bello nei pressi dei capanni.
Per prenotazioni ai capanni fotografici rivolgersi all’Ufficio della Riserva a Bello (via Francisco Fuertes 9 tel.-fax. 978734078).
Nei villaggi attorno alla laguna ci sono diverse possibilità di alloggio; tra tutte ne segnaliamo una: Albergo Allucant a Gallocanta (tel. 976803137 www.allucant.com); spartano ed economico con vista spettacolare sulla laguna, è gestito da Javier Manas e Litzan Campana ai quali potete rivolgervi per ogni notizia utile sulla vostra visita e in particolare sull’avifauna; entrambi sono ornitologi esperti; vengono organizzati convegni, mostre e concorsi fotografici, stage di fotografia naturalistica etc. e ci si può rivolgere a loro anche per informazionei su come ottenere i permessi per accedere ai capanni.




© Celestino Marelli
Siti web sull’argomento
www.amigosdegallocanta.org sito dell’omonima associazione
www.gallocanta.org sito di informazioni dell’Autorità di gestione della Riserva
www.ecwg.org sito del Gruppo di Studio sulla gru europea
http://champagne-ardenne.lpo.fr/grus-grus/index.htm su questo link potete osservare la migrazione in diretta delle gru; vengono infatti segnalati i censimenti periodici fatti nelle zone più importanti di migrazione e svernamento delle gru.
 
Celestino Marelli
 
Home
Untitled Document

HOME      ASSOCIAZIONE      ARTICOLI       GALLERIE      PUBBLICAZIONI      MERCATINO      MAPPA DEL SITO      LINKS

 
Tutti i diritti riservati. Copyright © 2001- 2006 Società Italiana di Caccia Fotografica