oggi 09 Sep 2010   

Articoli >> Parco Nazionale della Foresta Bavarese
   

 


© Riccardo Oggioni

 

 

Il Parco Nazionale della Foresta Bavarese, istituito nel 1969, è situato nel sud est della Germania lungo il confine boemo-bavarese. Si estende per circa 13000 ettari su di un territorio montano collinare di media altitudine (700/1500 m.) ricoperto per il 98% di abeti ed è il nucleo meglio conservato della più estesa superficie boschiva continua dell’Europa centrale.

Dal punto di vista geologico il Parco è formato prevalentemente da granito e gneiss, che generano terreni acidi e sostentano soprattutto foreste di conifere.
Nelle zone montane dai 1100 ai 1500 m. il clima è rigido con forte innevamento e la specie predominante è l’abete rosso.
Calamagrostide, mirtilli, felci, licopodi e muschi ricoprono d’estate il suolo formando un tappeto consistente, ma povero di varietà.
Diffuse sono la soldanella di monte e la stella a sette punte.
Lungo i pendii dai 750 ai 1100 m., che rappresentano circa i tre quarti del Parco, le temperature sono più miti: vi si trovano boschi misti di abete rosso, abete bianco e faggio.
Raro il tasso, l’olmo, l’acero e il tiglio. I più rappresentanti della vegetazione erbacea sono la driopteris austriaca, il lamium galeobdomum, Asperula, il giglio martagone e la genziana purpurea.


© Riccardo Oggioni

 

 

Nelle valli più umide, esposte all’influenza delle correnti fredde che scendono dai pendii, nelle quali si possono avere gelate in tutti i mesi dell’anno, la specie predominante è ancora l’abete rosso insieme alle betulle e sporadici ontani neri: vi si possono trovare orchidacee come la listera ovata.
In alcune zone, a varie altitudini, vi sono delle torbiere con densi e alti cuscini di muschio e con alcune piante insettivore come le drosere.
Lungo i numerosi e limpidi corsi d’acqua sono abbondanti la cicerbita azzurra, il ranuncolo bianco, l’aconito e il giallo doronico austriaco.

Abbondanti precipitazioni, tempo fresco e piovoso d’estate, neve alta e gelo d’inverno richiedono una elevata capacità di adattamento da parte degli animali. L’avifauna è ricca di specie tipiche delle foreste, come l’astore, il falco pecchiaiolo, il fagiano di monte, il francolino di monte, la civetta caporosso, la civetta nana, il gufo comune e reale, l’allocco degli Urali, il picchio rosso maggiore, tridattilo, dorso-bianco e nero, il merlo dal collare ed il pigliamosche pettirosso.
Sono presenti rare lontre, alcune linci, martore, scoiattoli dalla livrea scura e ghiri. Estinti il bisonte l’ orso, il lupo ed il castoro.
Prima di iniziare le escursioni è consigliabile una visita alla casa del Parco Nazionale, dove si può trovare dell’ottimo materiale informativo e cartografico, ed agli annessi giardini botanico e petrografico.
Una rete di circa 200 km di sentieri e percorsi turistici permette di visitare il Parco dalle valli fino alle cime più alte. Vi sono sentieri circolari contrassegnati con un simbolo animale e sentieri lineari contrassegnati con un simbolo vegetale, che dalla periferia permettono di raggiungere le zone più interessanti.

 

 

Lungo le rive del lago Rachel vi sono due itinerari didattici aventi come tema “la foresta vergine” e la “l’epoca glaciale” e presso il ponte Fredenbrucke un analogo itinerario sul tema “torrente montano”.
Percorrendo la zona escursionistica rupestre si ha la visione di una vera foresta vergine, con alberi dall’aspetto gigantesco, tanti fusti morti, numerosi massi imponenti e panorami meravigliosi.

La caccia fotografica vagante lungo i sentieri permette di ritrarre molti uccelli silvani, anche se la luce che filtra tra i rami degli alberi è spesso insufficiente.
Ai margini di alcune radure vi sono osservatori sopraelevati da cui si possono fotografare, con molta pazienza e fortuna, cervi e caprioli.

La parte più interessante per la caccia fotografica è un’area di circa 5 km quadrati presso la Casa del Parco, in cui una trentina di specie animali, che allo stato brado sono state sterminate o che nelle fitte boscaglie possono essere difficilmente individuate, sono ospitate in recinti o voliere molto ampi ed ottimamente ambientati. Il percorso completo è di circa sette km e tra deviazioni, salite e discese richiede almeno 5 ore.
E’ consigliabile una attrezzatura composta da binocolo, un 100 mm macro, un tele da 200 mm e uno da 400 mm di focale, un moltiplicatore 1,4x, un flash di buona potenza ed un cavalletto.

In alcuni recinti ed in buona parte delle voliere si può entrare. Le foto tuttavia non sono sempre di facile realizzazione per problemi di luce e perché alcuni recinti sono molto vasti e gli animali hanno molti luoghi dove nascondersi.

 
 © Anna Flagiello & Renato Fano
   
 
 © Anna Flagiello & Renato Fano
     
Il Parco si raggiunge dall’Italia seguendo l’autostrada: Bolzano, Brennero, Innsbruck, Monaco, Deggendorf, Passau, Grafenau e Neuschonau. La distanza complessiva dalla frontiera italiana e di circa 380 km (quasi tutti di autostrada).
Il Parco, con poche eccezioni è aperto tutto l’anno: in inverno solo il percorso tra i recinti degli animali viene sgombrato dalla neve.

Nel territorio del Parco non è possibile girare dopo il tramonto, è vietato il campeggio libero e non vi è possibilità di pernottamento. Ci sono però ottimi alberghi e pensioni nei paesi limitrofi di Grafenau e Neuschenau.

 
testi di Bruno Capitani

Indirizzi web

www.nationalpark-bayerischer-wald.de
www.naturpark-bayer-wald.de
www.bayerwald-info.de
www.nationalparkregion.de
www.grafenau.de
www.bayern.by
www.ostbayern-turismus.de

   
 
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